03/09/2008

A volte ritornano....

Quando si ha il black out, quando si sparano cazzate senza spessore, quando le proprie parole rimbombano alle nostre orecchie prive di interesse e di originalità , allora è meglio starsene zitti. Si ascolta, si legge un pò, si fa altro. Due anni così, una totale lobotomia mentale, nulla che andasse oltre a 'cosa mangio...oh, adesso vado a fare la cacca' o che fosse di un minimo interesse pubblico e soprattutto personale. Ho pensato che in realtà è sempre stato così, che tutto sommato le mie sono ideuncole, che i miei scritti sono temi che in terza prendi sufficente. Ho pensato, ecco qual'è stata l'inizio della fine. Ho riletto a distanza ecco il vero dramma. quando si stacca emotivamente da un passato stato d'animo, ti sembra di leggere il diario di un altro, ti sembra così superfluo quall'altrui dolore ed è lì che subentra un sentimento di tenerezza che veloce sconfina in pena. Pena nei confronti di te, poveretto, delle tue ridicole parole, di emozioni gettate al vento che nemmeno un foglio di carta o la pagina di un blog sono riusciti a raccogliere e racchiudere. Torno per non scrivere con l'intenzione di scrivere. Ora è così, poi chissà. Torno con la consapevolezza della precarietà del tutto che scivola nel nulla.

14/11/2007

CARCASSA

Mi sento così: la carcassa di un animale braccato e sbranato. Vano tentativo disperato di fuga ma poi zac la zampata e poi la fine.

Ma lo scheletro non demorde, continua ad avere un'anima una memoria. sente ancora le ferite dei colpi inferti con ferocia.

01/09/2007

KILLERS

Certo che avere 5 anni e trovarsi catapultati su questa terra, è proprio un brutto scherzo! Mi domando perchè quella sera mamy e papy non hanno fatto altro, eppure sono stato fecondato di mercoledì e nella mia città al mercoledì il cinema costa meno! Potevano stare comodamente seduti in una poltrona di prima visione anziche rinchiudersi in quell'angusta stanza a darci giù come due assatanati! Bel disastro hanno combinato! Eppure già 5 anni fa si dovevano rendere conto in che razza di mondo ci troviamo: che pericolo, che corruzione, che terrorismo, che inquinamento...che precarietà! Ma come? glielo devo dire io a mamy e papy che non si mettono al mondo i bambini per farli stare così oggi e per farli stare sempre peggio domani? L'altra sera mi hanno chiesto se voglio un fratellino, ieri all'asilo quando la tata mi ha domandato che lavoro fanno la mia mamma e il mio papà, io le ho risposto che sono due serial Killers.

21/08/2007

INDISCIPLINATA

"Quella bambina cosa ci fa sempre nel corridoio?" Era dall'inizio dell'anno scolastico che se lo chiedeva. L'Agnese non ce la faceva più a non domandarlo all'altra bidella che era passata da lì anche se di solito stava sempre al quarto piano, coi bambini di quinta."la vedo sempre attaccata al termosifone o che gironzola su e giù evitando le fughe tra le mattonelle". "E' un'idisciplinata", aveva tagliato corto la Gisella, indaffarata a cercare la carta igienica terminata nei cessi di sopra. La risposta non aveva soddisfatto la curiosità della grassa bidella, forse perchè per lei era impossibile meritare un tale castigo. Lei che non aveva terminato neanche la terza elementare perchè era dovuta andare a lavorare nei campi. La maggiore di tre fratelli e a 5 anni era già abbastanza grande per portare a casa il compenso di un cesto di uova o una pagnotta di pane. Erano tempi duri ricorda l'Agnese...però non c'è tristezza in quei ricordi, solo il rimpianto di non avere un pò di cultura, di non saper scrivere se non il suo nome e indirizzo, di non potere entare in una libreria e comprare un buon libro....proprio dietro a queste rimembranze non capiva come una maestra poteva a tal punto punire una bambina. Negarle la conoscenza. rifiutarla in una classe colma di altri petulanti ragazzini per relegarla in un silenzioso e angusto corridoio.

Si avvicina tralasciando di preparare il secchio con acqua e varachina, era ora di pulire il pavimento; e accarezza la testa di Martina che in quel momento le stava dando le spalle.Si gira di scatto, quasi  non si fosse accorta dell'avvicinarsi della donna, la quale le chiede perchè si trova fuori da''aula. "Sono un'indisiplinata." le risponde secca la bambina. "ti consiglio di non parlare cone me, altrimenti ti sospendono."

29/05/2007

LE ROTONDE

Lo sapevate che da un circa un paio d'anni Bologna, la mia città che però non sento appartenermi più, è completamente sventrata da lavori in corso i quali creano immense rotonde ad ogni crocevia esistito da sempre? La prima periferia è un continuo di rotonde o rotatorie, con diametri spoporzionati. Pare abbiano preso lo stampo delle rotonde newyorkesi per poi trasferile a Castelmaggiore, San Lazzaro, Casalecchio. I lavori vanno avanti per mesi e mesi causando disagio ad una viabilità già di per sè molto complessa. Cosa ci sta dietro a tutte queste rotonde? Chi ha l'appalto di questi lavori? Sindaco della mia città, tu che vieni da Roma per gestire la MIA città, dove abiti? Che strade percorri per andare a lavorare, sempre che di lavoro si tratta il tuo operato? Sindaco dai, è ormai (per noi troppo) da tempo che sei qui, e in questa permamenza avresti dovuto aver preso su un pò di spirito bolognese; sai no, che noi siamo dei bonaccioni, brava gente capace di perdonare le marachelle, dicci per favore chi ci sta dietro a queste rotonde, dicci chi si sta arricchendo col giochino della gara d'appalto, ce lo dici, eh?

28/05/2007

BLA BLA BLA

Spesso mi domando perchè siamo costretti a fare un secondo lavoro. Il primo, quello principale è stare al mondo, gestirsi la propria vita, amministrare il proprio quotidiano. Mi domando perchè durante il lavoro coatto, quello che necessita per portarci a casa un magro salario che ci permette di indebitarci visto che comunque abbiamo una busta paga, consumiamo tutte le energie che poteremmo invece utilizzare per trarre beneficio alla nostra persona. Pensare realmente a sé stessi è una grossa responsabilità. Si torna mesti dal lavoro, si rincasa tardi dopo avere dedicato un rimasuglio di tempo alla palestra, luogo dove investiamo il culto del nostro corpo. Sbagliato. Ma anch'io ci vado. La palestra non è divertente, in palestra la fatica è fine a se stessa, in palestra respiri le puzze tue e degli altri, in palestra sei contornato da specchi che servono per aumentare il proprio ego e la propria mortificazione. Dopo un'altra dose di stress si rincasa spesso in dimore che non sono per niente quelle consone alle nostre sempre più oscure e intime esigenze. Speso odiamo il nostro dirimpettaio, spesso non si dorme d'estate o dal caldo o perchè se lasciamo le finestre aperte moriamo asfissiati. Per distrarci prima di coricarci accendiamo la tv, dopo un pò di zapping ci fermiamo sul nostro canale preferito e ci lobotomizziamo di pubblicità, veline, urla e bisticci in diretta. Maria de Filippi non è che la nostra mamma  che con voce paterna ci incanala nel mondo di celluloide dove oggi la grande ambizione per un ventenne è diventare tronista. Baracconi, ignoranti che parlano senza saper coniugare un verbo regolare, personaggi senza peli sullo stomaco che sanno con molta naturalezza scendere a compromessi senza ritenerli tali. E noi li guardiamo, noi seguiamo i reality come fossero una parte del nostro vissuto non vissuto. Cambiamo il canale dove da qualche parte qualcuno ci racconta delle speculazioni del nostro paese, dei segreti di stato per cui non abbiamo di diritto di sapere che fine han fatto miliardi di denaro, come mai il gas e il petrolio lo paghiamo una fortuna, del perchè non sono in commercio macchine ecologiche. Nessuna spiegazione sensata del perché esiste l’indulto, perché ci sono criminali impuniti che vivono un vita sulle spalle e le lacrime di altri. Grazie Maria, grazie Papa grazie marcio e corrotto governo per raccontarci la favola farlocca di una esistenza piena di buchi neri e profondi dove chi ,con l’accento teutonico o chi con la voce da trans, o ci persuadono introducendoci nei labirinti di un circuito senza ritorno. Siamo tutti in fila, senza ribellione senza reazione, niente sovversivi, niente reazionari né rivoluzionari non c’è più niente da temere perché non c’è più niente da fare.

 

23/04/2007

GENTE DI PLASTICA

Sabato sera a Milano Marittima. Anni che non mi buttavo tra quella mischia.Ero in pool position, tra quelli che contano, contano i loro soldi, contano gli anni che passano contano le righe di coca e le scopate a pagamento. Contano di contare.E molti tra quelli sono solo spiccioli, mance senza valore.Sabato sera al Pacifico, ristorante vip attiguo alla discoteca dei calciatori, delle aspiranti veline, di strafighe addobbate come alberi di Natale, maschi super abbronzati, infisicati, tirati a lucido. Portafogli traboccanti. In questo locale extra lusso vige la regola di cenare a suon di musica assordante. Impossibile parlare con chi ti è affianco, impossibile ascoltare i camerieri che girano con auricolari come fossero buttafuori. Il dee jey propone la peggior musica del mercato italiano, da "Figli delle stelle" a "Ufo robot" e sta gente anziché parlare amabilmente davanti a un buon calice di Refosco, mentre ingurgita un boccone senza identità, urla in coro le canzonette fino a ballare sui tavoli tra le portate non terminate, tra code di rospo lasciate lì a finire tra la spazzatura.Ragazze rifatte che a 20 anni ne dimostrano 40 e quarantenni che altrettanto rifatte tentano pateticamente di dimostrarne 20. Una desolazione infinita. Donne che ostentano senza pudore seni rifatti,capezzoli che fanno capolino da scollature vertiginose;  non c'è pudore nel mostrare cose, è vero. Un seno di plastica è un oggetto da mettere in mostra, un investimento che non va nascosto, anzi!Stavo ad osservare questa gente con un gran dispiacere per loro e per me, mi doleva che trovasse divertente farsi lobotomizzare in modo così sfacciato. Ora non solo non si comunica nelle discoteche, ma si è scovato il modo per non farlo nemmeno a cena! Ma che roba!Con un cameriere che aveva notato la mia faccia sbigottita, tra una Raffaella Carrà e una Paola e Chiara gli tentavo di dire che io faccio ancora parte della generazione in cui si gusta la cena a lume di candela; costui guardandomi con meraviglia mi ha detto della pena che gli facevano tutte quelle persone e del vuoto di quelle vite, che, tolte da quell'ambiente, non si sentono nessuno.Il locale era imballato di gente, con lo scorrere del tempo erano tutti invasati ed eccitati, tantissime ragazze ballavano sui tavoli muovendosi sensualmente a suon di una danza che non aveva nulla di sensuale. Altre erano attaccate al cellulare e io mi domandavo come potevano stare al telefono con tanto trambusto, che udito fino dovevano avere!Finalmente la serata era giunta a termine, uscita a gomitate dal locale mi rimbombava la testa, le orecchie ronzavano fastidiosamente, e, peggio del peggio, non mi ero resa assolutamente conto di ciò che avevo mangiato. Ho preso atto che cenare con tanto fracasso, tutto mi si era alterato, anche il senso del sapore.Peccato, pensare che la cena sarà costata almeno 80 euro...scusate signori se non ho apprezzato l'invito.

30/03/2007

RIENTRANDO…

Cosa mi porto a casa da Buenos Aires? Sorprendente esperienza. Partita con ansie, arrivata là e sentirmi senza corde al collo. Libera. Viva. Energia.Porto il ricordo di avere fatto ciò che più mi piace, niente doveri, niente rinunce, niente obblighi, niente legami.L'orizzonte che avevo davanti era immenso io mi sono infilata nell'onda che mi ha fatto arenare tra braccia calienti. Ho ballato con lui e ho sentito vibrarmi lo stomaco, sangue che vivace scorre a fior di pelle. Hombre argentino. Loco.L'amore cambia l'umore. Anche quando non si tratta di amore. Cambia l'umore sentirsi dire esattamente tutto ciò che hai voglia di ascoltare. Anche se non è vero. E cambia ancor di più quando le parole hanno un suono straniero. Spagnolo, inglese, italiano, accenti foresti mescolati a promesse d'amore. Io e l'hombre.Poi oltre te, rincaso col ricordo di Sonia, beautiful canadian girl. Sensitive y loca, tu tambien. Abbiamo parlato per ore l'ultima notte a Buenos Aires. Giravamo per le strade coi barboni che stanchi ci osservavano senza interesse; nessun timore mi ha sfiorato nemmeno per un attimo, al posto di qualsiasi paura c'erano risate e tanto parlare. Sonia, the afraid baby, ti avrò nei miei pensieri per molto tempo.E poi l'accademia le lezioni, i maestri. Il maestro. Temperamento caliente fare porteno.E le milonguas. E le scarpe. Mi infilavo in quelle scarpe provando un penetrante piacere.10 paia: ingorda e soddisfatta. E poi la Subte, le scale mobili senza vertigini, senza quella sensazione che aggredisce e paralizza. Sotterranei dove non ho perso niente dietro a porte meccaniche che si chiudono prepotenti. I piccioni non mi spaventavano. NO FEAR. Perché? Chissà...Grazie. Ringrazio: Dio, la Kaballah, la mamma, Daniele e tutti coloro che mi hanno incoraggiato ad affrontare questo straordinario, indimenticabile VIAGGIO.

21/11/2006

21novembre2006

Giornata di riflessione, di sottile malinconia condita da
leggeri sussulti d'ansia...non male come mix, eh?
Perchè? Per tanti perchè!
Perchè il mio piedistallo è fragile, perchè mi manca quello che non c'è.
Perchè mi tormenta l'immagine dei miei, questi due
disperati anziani che disperano le loro figlie.
Perchè tra poco è natale e sarà un altro malinconico natale.
Dentro di me il natale è una festa che amo, ma come tutto ciò che ho amato, mi ha sempre fatto soffrire...è una festa che sa di bambini e famiglia, di sciarpe e cuffie, di luminarie e pacchettini...sa di affetti che si manifestano
senza riluttanze...quando gli affetti ci sono, sa di tavole imbandite a
festa...e quest'anno la festa mi sa che la passerò all'ospedale...
Sa di ciò che mi è foresto.
Sento il vuoto della solitudine e l'inquietudine della dispersione...
ancora una volta...come già tante e tante altre ancora...niente di nuovo se non il tempo che scorre rendendo più opaco il presente.
E ancora un'altra volta, mi trovo a pensare e a provare soliti sentimenti, nonostante i tentativi di una sanità di mente e una serenità d'animo sempre più lontani da raggiungere...lontani perchè mi sono, per un attimo, parsi a portata di mano......
sentimenti di sempre uguali a sempre, ma oggi con in più una lacrima che prepotente non si trattiene
.......................

25/10/2006

MASTERIZZA, VA'...

"Posso fare qualcosa per te, mi spiace sai..."

L'unica cosa utile che poteva fare per me era quella di masterizzarmi un cd. Non mi  veniva in mente altro.
La situazione era, come già visto da sempre, piuttosto preoccupante: la bambolina di porcellana stavolta si era rotta e dio sa quanto avessi bisogno di sollievo.
Ma lui non era capace. Lui per sostenere si appoggiava.
E così gliel'ho detto; gli ho: "Sì, grazie masterizzami un cd."
E' andato via mogio, umiliato, oserei dire offeso...ma come, mi chiedi se ho bisogno, ti dico di sì, ti dico di cosa e tu te ne vai col codino tra le gambe...e di cosa potrei avere bisogno da una persona che già ho visto cosa sa fare?
Sì, dai la manfrina che non bisogna chiedere, non bisogna pretendere, che basta il pensiero...sto cazzo, ecco cosa può bastare! Già, un pezzo di carne dura e turgida, una bella notte di sesso e poi "yenkee go home!".
E' che lui, quello col codino tra le gambe non mi faceva neanche godere.
Di quelle notti di sesso rubato ricordo le gocce di sudore delle sue ascelle che cadevano copiose sul mio petto ed io che, fingendo di voler cambiare posizione, mi asciugavo infastidita; ricordo finti orgasmi che si mescolavano a quelli veri, i suoi; ricordo un odore che mi faceva girare dall'altra parte. Basta, non ricordo altro.

Altra scena: stavolta il sesso è di qualità, il pezzo di carne si divincola a dovere, gli odori si mescolano lasciando nella stanza una piacevole sensazione di sesso e di profumo.
Il sudore gronda ma non disturba, e lui, come sempre, ripresosi da una eiaculazione soddisfacente, scivola fuori dal letto rapido come un gatto,se ne va furtivo nella notte con l'imbarazzo dell'attesa quando l'ascensore non è subito lì. Dal pianerottolo guarda di tre quarti con un sorriso ebete e il solito "grazie di tutto"...c'è qualcosa di cui hai bisogno, che so...vuoi che ti porti giù il pattume, o..."
Lo guardo, sorrido, mi giro, ritorno.
"Tieni, masterizzami questo cd".



18/10/2006

LESBICA

E' sempre stata l'amica più comprensiva, quella con cui tutte confidavano le proprie delusioni, i propri incontri, amplessi evoluzioni erotiche, delusioni. E sulle delusioni che tutte trovavano in lei conforto e un abbraccio sempre pronto a tramutare una lacrima in un sorriso. Lei, l'amica del cuore, la compagna di classe più affidabile, la collega disponibile e generosa. Sempre pronta ad ascoltare, mai un problema tale per cui dovesse lei sfogarsi, piangere, essere capita. Mai.
Donna silenziosa ed enigmatica, di lei si sa che ha avuto un figlio appena diciottenne, che questo figlio è 'scomparso'; a nessuna è mai interessato approfondire questa fantomatica scomparsa, nessuno le ha mai chiesto se fosse partito, si fosse sposato o fosse morto. Il figlio non c'è più e lei è ancor più disponibile ad esserci per tutte, in fondo è questo che conta.

A lei si può telefonare nel cuore della notte, da lei si può andare all'improvviso e, qualunque cosa stia facendo passa in secondo piano. C'è sempre una tazza di tè e qualche biscotto fatto da lei il giorno prima che ritempra lo spirito e le papille.

E poi c'è la notte, buia e morbosa, la notte in cui si mostra nuda e vera, la notte dove attorniata da specchi ,sconcia apre le gambe e si lascia andare in molteplici orgasmi toccandosi la parte che odia di più:  la sua vulva bagnata che, pensando alle calde labbra di Anna, si schiude come una maledetta orchidea.

11/10/2006

11 OTTOBRE

Tanti auguri amore bello della mia vita!
Quando torno a casa ti porto un osso di bufalo nuovo di zecca!

10/10/2006

MODUS VIVENDI

Da qualche giorno mi sento upset, qualcosa ha sbilanciato un equilibrio che cerco di conquistarmi a fatica. 
A volte mi chiedo se da una madre isterica e un padre collerico possa un figlio trovare la serenità...poi mi rispondo con la saggezza che ricerco e di cui faccio tesoro, e mi dico che siamo noi gli artefici del nostro stato d'animo, noi abbiamo il 'libero arbitrio' di essere o non essere, noi possiamo scegliere e agire di conseguenza, a prescindere dai condizionamenti subiti ed esterni.
All'inizio non sembra così difficile, all'inizio si è rapiti da un modo di affrontare la vita nuovo e soddisfacente, poi la quotidianità ci riporta al nostro modus vivendi consolidato dentro di noi che ci fa perdere di vista nuovi orizzonti dai contorni più definiti.
Mi accorgo che siamo continuamente 'messi alla prova', continuamente abbiamo a che fare con stimoli esterni che minano il nostro stato d'animo; rimanerne imperturbati non è affatto facile.
Mi accorgo che spesso mi afflige sentirmi 'inadeguata' a determinate circostanze.
In alcuni casi il mio essere mobile mi permette di divincolarmi con destrezza, altre volte ne rimango incagliata.
L'inadeguatezza più ricorrente è sentire il desiderio di un figlio oggi che non posso più averne...questa realtà ancora fatico molto ad accettarla.
Uno perche invecchiare non è facile, soprattutto qui, in questa società sfalsata dove tutto è apparenza;
due perchè età e spirito non si sono presi per mano, non viaggiano su binari paralleli, quindi ho pulsioni e desideri appunto inadeguati al mio tempo.
Su questo si puo lavorare, su questo so che devo guardare su ciò che posso fare e non su quello che non ho fatto, sì va bè, però.......
Sento quanto sarebbe straordinario potere avere vicino una guida, una persona che sa stare affianco senza condizionamenti, giudizi o castighi.
Vorrei avere a che fare con un maestro di vita, da ammirare e far tesoro dei suoi insegnamenti.
Vorrei sapere che esiste un valido sostegno sul quale non adagiarsi.
Non voglio, come ho sempre e solo avuto, un uomo in senso lato; non voglio una persona col quale andare al cinema al sabato e a mangiare la pizza la domenica sera. Non desidero accanto a me qualcuno che, per stare al suo passo, mi faccia inserire la retromarcia.
Anche a me pesa la vita basic da single; anche a me pesa portare la spesa quando pesa, non condividere le bollette, restare al buio e cercare in cantina l'interruttore o non avere qualcuno che porti giù il cane per me, ma oggi non posso più andare cercando un factotum.
Solo attraverso grandi sofferenze si raggiunge la vera gioia.
Ne sono convinta.
So bene quanto tutto è piu apprezzabile dopo la privazione, quanto tutto ha più valore quando un bene prezioso è stato riconquistato, che gioia sublime si prova nella guarigione dopo una malattia.
Conosco tutto questo e tutto questo ha un perchè. esiste quel misterioso, fantomatico 'qualcosa' oltre a noi e alla nostra evidente materia.
La felicità è effimera e spesso oggettiva, siamo felici di un'auto nuova, di un vestito, di una vacanza. la felicità è evidente, la felicità la consumiamo con gli occhi. Differentemente, la gioia, la serenità sono intime, non gridano ma cantano sottovoce alle orecchie del nostro cuore, della nostra anima. 
E' quello che cerco, un canto sublime che accarezzi il mio spirito facendomi abbracciare l'infinito.

29/08/2006

EDUCAZIONE MENTALE

Stanotte non ho dormito bene, avevo pensieri disturbanti, sentivo forte la precarietà delle cose. Tra un pensiero e l'altro, mi è venuto in mente un programma molto bello, visto poche sere prima, sui campionati d'apnea; era interessante vedere la preparazione diquesti atleti, non solo a livello fisico ma anche mentale.Uno di loro, l'italiano, prima della sfida più importante è andato in Cina da dei monaci dove il padre spirituale gli insegnava le tecniche di respirazione e concentrazione più profonde; arrivi ad andare su un'altra dimensione, talmente elevata dove riesci a non sentire nemmeno il dolore fisico. Inoltre questi monaci hanno un equilibrio interiore
straordinario ( a me sembravano un pò pazzi e fanatici) sta di fatto che sicuramente esistono delle tecniche per allenare la nostra mente e sfruttare al meglio le nostre infinite e nascoste capacità. Questo per dire che se ci sono persone che portano così oltre la loro mente, io con la mia scarsa intelligenza (non è falsa modestia, ma ne sono convinta, questo non significa che sia stupida, ma solo capace di usare i miei attributi soltanto in minima parte) voglio cercare di direzionare il mio pensiero in modo diverso.
Sono certa che è una predisposizione e un allenamento mentale che porta a cambiare gli eventi, o meglio a come affrontare gli eventi. Faccio un esempio: eliminare la parte vittimistica, eliminare il ma se..., eliminare il pensiero distruttivo (io non ce la farò mai) per trasformare tutta questa dispersione d'energia in energia positiva.
Del convento cinese la parte che mi è rimasta maggiormente impressa sono state le parole del maestro; parlava del fatto che tutto è energia, anche una foglia che cade, una folata di vento, insomma ogni cosa appartenente al sistema
universale; e che si può trarre energia non solo da noi stessi ma anche da ciò che ci circonda, alberi, animali, persone, cose......
interessante, no?
Stanotte appunto, quando i miei pensieri erano
dark, avrei dovuto iniziare a respirare in modo diverso ed abbassare i battiti cardiaci per riaddormentarmi in modo più sereno.
I pensieri di un essere umano medio sono, se donna, dio mio sto invecchiando, dio mio come sono brutta, dio mio ma mi ama ancora? ecc...la lista è lunga eterna ma sostanzialmente la manfrina è sempre la stessa, poca fiducia in sè o troppa presunzione del sè. Due estremi scorretti che portano ad una dispersione del sè.
Per concludere, stanotte quando pensavo al fatto che una certa persona  si è comportata in modo scorretto nei miei confronti, ho dedotto che non è giusto ne che subisca ne che aggredisca. Gli chiederò se secondo lui si è comportato in modo corretto nei miei confronti, gli dirò che tra il tutto e il niente c'è una via di mezzo che sichiama rispetto; concluderò dicendogli che mi è passata la voglia di frequentarlo e che mi farò viva io dovesse ritornarmi.

Spesso si fa così fatica a dire quello che il nostro istinto vorrebbe gridare, ed è così che sovente parole e discorsi escono male, a metà, con voci strozzate e toni arrabbiati. Stare sopra alle cose e non dentro, ecco un sano sistema per non farsi travolgere.
Per me, per molti, per la stragrande maggioranza di comuni mortali, non è semplice; invece lo è, ma manca l'abitudine, l'educazione e l'attenzione a rispettare noi stessi senza diventare, al contrario, ridicoli narcisisti.

22/08/2006

LEZIONE DI TANGO.

Imparare, ballare col Maestro ha un fascino indescrivibile.
E' qualcosa di sublime, quindi intoccabile; e allo stesso tempo viscerale, quindi passionale.

Come possono coesistere due sensazioni talmente opposte? Lasciandosi andare. Questo è il segreto, l'alchimia per entrare nella "tango mentality".


Il Maestro continua a ripetermi di lasciarmi andare ma non abbandonarmi, di avere fiducia nell'altro ma rispettare me stessa...così facendo mi sorregge, mi guida, m'insegna, mi sgrida, ma mai mortifica, mi gratifica.Le lezioni diventano sempre più lunghe e complesse, ieri sera siamo stati tanto tempo a lavorare sulla postura, su come camminare, sul baricentro...poi, ballando, cercavo di mettere in pratica quello che mi aveva appena detto ma proprio in quel momento Lui mi sussurrava: "ecco ora dimentica la tecnica".Il tango ha basi ferree, ma poi si tramuta in fluidità e istinto, tutto pare venga dal linguaggio del corpo e non da passi imparati in uno studio.Abbiamo lavorato duro, mi diceva di chiudere gli occhi o al limite di guardare
il suo torace e seguire la direzione che mi dava con esso.
Verso la fine abbiamo ballato senza troppo pensare alla tecnica e sentivo attraversare il mio corpo da una corrente di sensualità mai provata prima.E' qualcosa che non ha nulla a che vedere col sesso, nulla a che vedere con chi sei in quel momento. I nostri corpi erano un tutt'uno, le nostre fronti sudate roteavano con sincronismo, le bocche quasi si sfioravano.Il Maestro mi sta insegnando a lasciarmi andare senza cadere, mi sta insegnando ad ascoltare oltre le parole.
E' incredibile come Lui riesce a percepire ogni mia minima perplessità, ogni mio minimo errore, ogni mio movimento che non ha la fluidità o la padronanza che dovrebbe avere.

Ieri sera facevamo anche i volè, i gangi e altre evoluzioni molto divertenti, quelle cose insomma che fanno effetto e sono sceniche, ad un certo punto mi ha fatto fare un passo dove lui, girandomi, mi sorreggeva ed io mi sono trovata sospesa tra le sue braccia...mi sono sentita una piuma spostata dal vento.
Ieri sera facevamo anche i volè, i gangi e altre evoluzioni molto divertenti, quelle cose insomma che fanno effetto e sono sceniche, ad un certo punto mi ha fatto fare un passo dove lui, girandomi, mi sorreggeva ed io mi sono trovata sospesa tra le sue braccia...mi sono sentita una piuma spostata dal vento. 
Finita la lezione siamo scesi assieme, pipì della Stellina, due convenevoli e poi lui destra e io sinistra ed ognuno per la sua strada.
Risalita mi sentivo stanca ma non spossata e da lì a poco sono scivolata in un sonno profondo e avvolgente, chissà, forse stavo continuando a ballare....