botta e risposta con josef.svejk

“..Non sono un nostalgico, ma chi conosceva Praga in un modo e la vede oggi non può non sentire una fitta al fegato, si svende tutto, da Kafka ai corpi delle nostre donne nei locali di piazza Venceslao, certo, mi dirai, questo è il prezzo da pagare al progresso, la fame fa brutti scherzi, e hai ragione…Rimane il fatto che agli occhi di un turista la città appare splendida in superficie e questo è un bene, per carità. Il turismo qui funziona di più che in altre città dell’est, non perché sia una città più bella, ma perché si ha di Praga l’idea di una città raccolta, dove il classico itinerario Castello-Mala Strana-Piazza Starometska (città vecchia)-Piazza Venceslao, può essere fatto a piedi, niente pullman a ingombrare le strade, comitive che si lamentano poco, hanno tutto a portata di mano, ma Praga non è raccolta, la vera Praga è immensa, fortuna perché in questo modo ai praghesi sono rimasti posti in cui rifugiarsi dalla calca delle vie del centro. Posti non meno suggestivi e stupendi. Comunque sia, Praga è la città più bella del mondo, con un solo difetto: può diventare la più odiosa..”.Il mio commento era dovuto al fatto che così come descrivi Praga a me hai fatto venire in mente la mia città, e ad altri la loro. Che poi dietro alla descrizione ci stava un messaggio più struggente e meno superficiale di come io e altri abbiamo colto, mi spiace. Non conosco Praga, conosco poco anche la sua storia, ma penso che anche la storia di Praga abbia qualcosa in comune a tante altre città, magari sempre dell’est, o dell’africa, dell’india…e perchè no? anche dell’italia Stare da una parte o dall’altra del muro, di certo ha le sue differenze, ma di sicuro purtroppo non meno sofferenze. Mi dici “. In tempi di globalizzazione sarebbe bene invece fermarsi sulle differenze, se ci arrendiamo alla teoria “ogni mondo è paese” o simili, siamo perduti.” Non sono affatto d’accordo, troppe volte ci siamo soffermati e continuamo a soffermarci sulle differenze; spesso quelle sono evidenti e più le osserviamo e più ci fanno sentire lontani, diversi. La frase che, con tono , concedimelo, sarcastico mi ripeti:“tutto mondo è paese”io l’ho citata appellandomi a un vecchio detto comune che, come spesso accade, cela una grande verità: per trovare un po’ di solidarietà ci si deve sentire simili molto simili, non differenti. Non essere della stessa opinione non significa essere da una parte o dall’altra del muro. ciao

botta e risposta con josef.svejkultima modifica: 2003-10-22T12:37:21+02:00da marinaiosono
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9 pensieri su “botta e risposta con josef.svejk

  1. Cara marina, non volevo essere polemico con te. Come ho già scritto ad halya commentando il tuo controcommento io non sono capace di polemiche. Non tirarmi in mezzo. Io sono troppo piccolo per te e non c’è sarcasmo nelle mie parole. E nemmeno c’era quando ho ripreso il motto “ogni mondo e paese”; che comunque per me rimane, come ogni detto popolare, pericoloso se lo si accetta senza esserne critici. Ciao.

  2. Come può un ateo invitare qualcuno a pregare? Beh, può sembrare paradossale, ma il fatto che io sia ateo non significa che io non capisca il valore della preghiera. Non me ne sbarazzo dicendo che è una perdita di tempo. Per me lo sarebbe, ma per gli altri? Io non faccio proselitismi, non cerco di convincere gli altri del mio ateismo. Dio, sia per l’ateo che per il credente, è una questione intima, e io nell’intimità degli altri non vado a far campagne di nessun genere. Se una persona davanti alla paura sente che pregare può giovargli, beh io lo invito a farlo. l’importante per me è trovare la forza necessaria ad affrontare le cose, se uno le trova pregando beh che preghi. Se noti infatti io non ho detto a notimetolose di pregare perché così quella persona starà meglio, le ho detto di pregare per trovare la forza di affrontare quello che lei attualmente non ha il coraggio di fare. Tu, e non credo di avere frainteso le tue parole come sostieni, hai puntato il dito contro dio dicendo che di persone insignificanti, ovvero umili, non si occupa. Beh io non punto mai il dito contro nessuno, tanto meno contro dio. Essere atei non significa, almeno per me, bestemmiare le verità degli altri. Spero di essermi spiegato meglio. Ciao.

  3. aggiungo anche: la tua rabbia contro di me viene certamente dal mio “dimenticati quelle parole”, come se io ti avessi preso e buttato nel cesso. Non mi permetterei mai. Tante volte nei commenti, per ragioni di tempo e spazio, si è bruschi o cmq si rischia di essere fraintesi. Io ti stimo moltissimo. Se sono stato brusco chiedo venia. Il resto te l’ho già detto nel commento precedente. Ciao.

  4. malattia…mort e…dio. Scusami marina, tu hai ragione. Io sono appena passato attraverso a un travaglio doloroso, annichilente. Non sono riuscito a non prendermi sul serio. Tu non hai colpa. L’argomento ha toccato corde troppo sensibili. Mi rendo conto che avrei fatto meglio a non intromettermi. Non avevo la serenità sufficiente a trattare l’argomento. Sono sicuro che mi scuserai. Sono confuso, tutto qua. Spero verrai ancora a trovarmi.

  5. Cara marina vedo che ti tocca spesso infilarti in qualche distinguo, ma non è il caso che tu lo faccia ogni volta. io non credo che ci sia sempre del risentimento quando si chiarisce un concetto. a volte è la troppa ansia di spiegarci, di non essere fraintesi che ci fa dire più di quel che vorremmo.come ho detto altre volte, non ci conosciamo bene ed è per questo che a volte ci sbagliamo.non è poi un gran male,l’importa nte è parlarsi e mostrarci un po’ di simpatia.p.s.la poesia sul cane era una metafora,non è accaduto a me,anche se anch’io ho avuto i miei bravi dispiaceri in tal senso.ciao

  6. Come vedi è proprio facile fraintendersi.i o non intendevo affatto criticarti,anzi ,volevo solo dirti di non prendertela se qualche volta nel commentare qualcuno non si è capiti.quanto alle torte non pensare che io sia tanto brava,ci provo solamente.se ripassi te ne offro un pezzo.ciao,amic i come prima?

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