LEZIONE DI TANGO.

Imparare, ballare col Maestro ha un fascino indescrivibile.
E’ qualcosa di sublime, quindi intoccabile; e allo stesso tempo viscerale, quindi passionale.

Come possono coesistere due sensazioni talmente opposte? Lasciandosi andare. Questo è il segreto, l’alchimia per entrare nella “tango mentality”.

Il Maestro continua a ripetermi di lasciarmi andare ma non abbandonarmi, di avere fiducia nell’altro ma rispettare me stessa…così facendo mi sorregge, mi guida, m’insegna, mi sgrida, ma mai mortifica, mi gratifica.Le lezioni diventano sempre più lunghe e complesse, ieri sera siamo stati tanto tempo a lavorare sulla postura, su come camminare, sul baricentro…poi, ballando, cercavo di mettere in pratica quello che mi aveva appena detto ma proprio in quel momento Lui mi sussurrava: “ecco ora dimentica la tecnica”.Il tango ha basi ferree, ma poi si tramuta in fluidità e istinto, tutto pare venga dal linguaggio del corpo e non da passi imparati in uno studio.Abbiamo lavorato duro, mi diceva di chiudere gli occhi o al limite di guardare
il suo torace e seguire la direzione che mi dava con esso.
Verso la fine abbiamo ballato senza troppo pensare alla tecnica e sentivo attraversare il mio corpo da una corrente di sensualità mai provata prima.E’ qualcosa che non ha nulla a che vedere col sesso, nulla a che vedere con chi sei in quel momento. I nostri corpi erano un tutt’uno, le nostre fronti sudate roteavano con sincronismo, le bocche quasi si sfioravano.Il Maestro mi sta insegnando a lasciarmi andare senza cadere, mi sta insegnando ad ascoltare oltre le parole.
E’ incredibile come Lui riesce a percepire ogni mia minima perplessità, ogni mio minimo errore, ogni mio movimento che non ha la fluidità o la padronanza che dovrebbe avere.

Ieri sera facevamo anche i volè, i gangi e altre evoluzioni molto divertenti, quelle cose insomma che fanno effetto e sono sceniche, ad un certo punto mi ha fatto fare un passo dove lui, girandomi, mi sorreggeva ed io mi sono trovata sospesa tra le sue braccia…mi sono sentita una piuma spostata dal vento.
Ieri sera facevamo anche i volè, i gangi e altre evoluzioni molto divertenti, quelle cose insomma che fanno effetto e sono sceniche, ad un certo punto mi ha fatto fare un passo dove lui, girandomi, mi sorreggeva ed io mi sono trovata sospesa tra le sue braccia…mi sono sentita una piuma spostata dal vento. 
Finita la lezione siamo scesi assieme, pipì della Stellina, due convenevoli e poi lui destra e io sinistra ed ognuno per la sua strada.
Risalita mi sentivo stanca ma non spossata e da lì a poco sono scivolata in un sonno profondo e avvolgente, chissà, forse stavo continuando a ballare….

LEZIONE DI TANGO.ultima modifica: 2006-08-22T13:15:00+02:00da marinaiosono
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6 pensieri su “LEZIONE DI TANGO.

  1. Confesso di provare una sottile invidia leggendoti, io che sono un pezzo di legno, che non so seguire il ritmo, né lasciarmi andafre, ti vedo volteggiare senza più catene! Vorrei tanto imparare, ma mi vergogno anche solo a pensare di farlo!!! Un saluto e continua, stai imparando a conoscerti e ad accetare di lasciarti condurre, fiducia negli altri, un tesoro! Ciao Claudia

  2. Forse dovrei staccare per un po’ anche io ma non per migrare, proprio per smettere.Parafr asando Pavese “Verrà la morte e avrà i miei occhi, questa morte che ci accompagna dal mattino alla sera, insonne sorda, come un vecchio ricordo o un blog assurdo”. Bacione grosso.

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