MODUS VIVENDI

Da qualche giorno mi sento upset, qualcosa ha sbilanciato un equilibrio che cerco di conquistarmi a fatica. 
A volte mi chiedo se da una madre isterica e un padre collerico possa un figlio trovare la serenità…poi mi rispondo con la saggezza che ricerco e di cui faccio tesoro, e mi dico che siamo noi gli artefici del nostro stato d’animo, noi abbiamo il ‘libero arbitrio’ di essere o non essere, noi possiamo scegliere e agire di conseguenza, a prescindere dai condizionamenti subiti ed esterni.
All’inizio non sembra così difficile, all’inizio si è rapiti da un modo di affrontare la vita nuovo e soddisfacente, poi la quotidianità ci riporta al nostro modus vivendi consolidato dentro di noi che ci fa perdere di vista nuovi orizzonti dai contorni più definiti.
Mi accorgo che siamo continuamente ‘messi alla prova’, continuamente abbiamo a che fare con stimoli esterni che minano il nostro stato d’animo; rimanerne imperturbati non è affatto facile.
Mi accorgo che spesso mi afflige sentirmi ‘inadeguata’ a determinate circostanze.
In alcuni casi il mio essere mobile mi permette di divincolarmi con destrezza, altre volte ne rimango incagliata.
L’inadeguatezza più ricorrente è sentire il desiderio di un figlio oggi che non posso più averne…questa realtà ancora fatico molto ad accettarla.
Uno perche invecchiare non è facile, soprattutto qui, in questa società sfalsata dove tutto è apparenza;
due perchè età e spirito non si sono presi per mano, non viaggiano su binari paralleli, quindi ho pulsioni e desideri appunto inadeguati al mio tempo.
Su questo si puo lavorare, su questo so che devo guardare su ciò che posso fare e non su quello che non ho fatto, sì va bè, però…….
Sento quanto sarebbe straordinario potere avere vicino una guida, una persona che sa stare affianco senza condizionamenti, giudizi o castighi.
Vorrei avere a che fare con un maestro di vita, da ammirare e far tesoro dei suoi insegnamenti.
Vorrei sapere che esiste un valido sostegno sul quale non adagiarsi.
Non voglio, come ho sempre e solo avuto, un uomo in senso lato; non voglio una persona col quale andare al cinema al sabato e a mangiare la pizza la domenica sera. Non desidero accanto a me qualcuno che, per stare al suo passo, mi faccia inserire la retromarcia.
Anche a me pesa la vita basic da single; anche a me pesa portare la spesa quando pesa, non condividere le bollette, restare al buio e cercare in cantina l’interruttore o non avere qualcuno che porti giù il cane per me, ma oggi non posso più andare cercando un factotum.
Solo attraverso grandi sofferenze si raggiunge la vera gioia.
Ne sono convinta.
So bene quanto tutto è piu apprezzabile dopo la privazione, quanto tutto ha più valore quando un bene prezioso è stato riconquistato, che gioia sublime si prova nella guarigione dopo una malattia.
Conosco tutto questo e tutto questo ha un perchè. esiste quel misterioso, fantomatico ‘qualcosa’ oltre a noi e alla nostra evidente materia.
La felicità è effimera e spesso oggettiva, siamo felici di un’auto nuova, di un vestito, di una vacanza. la felicità è evidente, la felicità la consumiamo con gli occhi. Differentemente, la gioia, la serenità sono intime, non gridano ma cantano sottovoce alle orecchie del nostro cuore, della nostra anima. 
E’ quello che cerco, un canto sublime che accarezzi il mio spirito facendomi abbracciare l’infinito.

MODUS VIVENDIultima modifica: 2006-10-10T12:25:00+02:00da marinaiosono
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